Alexandra mutilata dalle bombe

(tratto da “Il Mattino” del 15/03/2022)

Ha visto morire il patrigno e ora dice: “Mi ameranno senza una mano?”

Bambini in fuga, mutilati, feriti, insanguinati, offesi per sempre. Nella notte di lunedì fino alla tarda mattina sono arrivati in tanti a Roma,  grazie alla onlus Pro Sma Amici per la Pelle. Tra loro Alexandra, 9 anni, con la sua mamma Julia, 35 anni. La piccola era con il patrigno, ex militare ucraino quando è stata colpita: lui è stato ucciso, i parenti dai bunker dicono che il suo corpo è ancora a terra per strada lì a Kiev da una decina di giorni.

La zia che è qui a Roma ha chiesto aiuto per far arrivare in Italia mamma e figlia: la piccola rimasta ferita a una mano è stata soccorsa e portata in un bunker dove è stata operata. La mamma l’ha cercata per giorni. Ora sono assieme, ma Alessandra ha subito l’amputazione della mano è si chiede «mi ameranno ancora senza la mano». La onlus si è attivata affinché fosse operata, un medico coraggioso l’ha raggiunta dove era nascosta, non è potuta partire prima perché il decorso non è stato facile. Poi sono riusciti a prelevare la bambina dal bunker e a farle passare il confine.

Il racconto

«I russi hanno fatto uscire dalla zona rossa solo mamma e bambina – ha raccontato la zia – perché hanno visto il lenzuolo pieno di sangue che avvolgeva Alexandra». Ogni giorno la onlus tesse corridoi umanitari per strappare mamme e bambini dall’inferno della guerra. «Alexandra ora sta presso il Bambino Gesù di Palidoro – spiega Carla Iannucci, membro del consiglio amministrativo della onlus – mentre Isaeva, 13 anni, che ha subito l’amputazione di un arto fino alla spalla, Livia, 11 anni, ferita da arma da fuoco, Kateryna, anche lei ferita dai colpi di fucile, Zakhar, 9 anni, operato per un tumore alla tiroide andranno all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma».