(Boris Dimitry Sobrino)

In questi giorni siamo in missione in territorio ucraino dove, con mia moglie e quattro volontari, stiamo organizzando il trasferimento in bus, in Italia, entro questo fine settimana, di circa 50 bambini, che arrivano da varie case di cura distrutte durante il conflitto.
Qui è tutto difficile e cerchiamo di avere notizie tramite internet che, malgrado tutto, è ancora assicurato, almeno in questa zona dell’Ucraina… e leggiamo anche di alcuni opinionisti e giornalisti (per fortuna pochi) che insinuano dubbi sulle vicende di Bucha.
Ci sentiamo di ribattere a quanti aprono bocca senza alcuna cognizione dei fatti, comodamente sedute sulle loro comode poltrone, che non sentono il bisogno di recarsi in Ucraina per constatare con i propri occhi la verità e li invitiamo almeno a recarsi negli ospedali dove abbiamo ricoverato parte dei bambini che hanno subito questa violenza gratuita.
Andate al Bambin Gesù ed al Gemelli a parlare con chi, agitando bandiera bianca per uscire da Bucha e con i propri bambini in braccio, totalmente disarmati, ha ricevuto colpi di arma da fuoco dai “fratelli” russi.
I nostri bambini (perché li sentiamo tali) sono splendidi e innocenti e sono rimasti mutilati alle braccia o colpiti al cranio, o ancora paralizzati, moltissimi arrivati proprio da Bucha.

Ora siamo qui, in un’area ancora non martoriata dalla guerra, nell’ovest dell’Ucraina e ci addormentiamo ogni sera al suono delle sirene, in attesa di passare la frontiera con una piccola carovana di bambini… saranno ospitati dalle strutture dell'”Opera Don Orione”, ben nota organizzazione religiosa, che ha teso le sue mani senza alcun indugio, garantendo ospitalità e rifugio a chiunque abbiamo loro proposto.
Un grazie di cuore al Direttore Provinciale, Don Giovanni Carollo.

Nella foto Marina, sino ad ora la profuga più piccola che abbiamo salvato.
E’ nata il 12/02/2022 a Borzel (Bucha) per parto cesareo.
È uscita dall’ospedale il 24/02 il giorno prima dell’attacco dei russi.
Quando la mamma ha visto i russi rastrellare le persone in casa tutta la famiglia si è nascosta sotto i sacchi di patate in cantina.
Sono rimasti nascosti fino a che i soldati non sono andati via per constatare che tutti i loro vicini erano stati sterminati.
Marina è la cugina (e sua mamma la madrina) dì Lidiya, visitata dal Papa ed Angelina Jolie, ferita alla testa a Bucha dove hanno ucciso sua madre.